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mercoledì, 27 aprile 2005

La lettera di Nicola

Una lettera con l'indirizzo sciritto a mano nella

buchetta della posta. 

E' Nicola.

La busta contiene una poesia.

Grazie Nicola!

Lettera dall'osteria

 
Da Camillo Sbarbaro
Poesia e prosa, 1979  A. Mondadori
 
In istato di grazia, amico Volta,
di notte da una bettola ti scrivo.
 
Stato di grazia: ché non so più grande
bene, di contemplare
tra la nebbia del vino i paesaggi
di cui rozz'arte ornò all'intorno i muri,
e l'ostessa baffuta o la ridente
 ragazzotta che reca la terrina.
 
Attaccare discorso con chi capita
vicino; a chi sorride
sorridere; volere a tutti bene;
scantonato dal Tempo e dallo Spazio,
guardare il mondo come un padreterno.
 
E uscire dalla bettola leggero
come la mongolfiera che s'invola;
sentir come tappeti di velluto
i lastricati sotto il piede incerto;
e voglia di cantare a squarciagola.
 
Per il mondo cambiato mi piloto,
nave che sbanda, al consueto porto.
Fuggir di gatti innanzi al passo sordo.
Rettangolo di luce, prepotente,
nel vicolo che fruscia di fantasmi.
Acre odore, allo svolto, di cloruro.
 
In questo mi rifaccio, amico Volta.
Poi che dato non m'è d'amare alcuno,
m'aggrappo come naufrago alle cose.
 
Quante volte guardai come uno scampo
i bastimenti ch'escono dal porto!
NewYork, Calcutta, Londra:nomi immensi.
Perdermi là sognavo, essere un altro,
dimenticarmi sino del mio nome.
 
Anche questa illusione ora è caduta:
la mia vigliaccheria mi pesa al piede
come palla di piombo al galeotto.
 
E dunque così tragga la mia vita,
oggetto di pietà per voi, di riso
agli altri;
e mi basti riscuotere il consenso
dei magnanimi amici, gli ubriachi ...
  
Finché giorno verrà, spero, ch'io esca
di qui con passo fermo e m'incammini
a qualche piazza vuota, a qualche buia acqua di fiume ...
 
Amico, so che Venere ti tiene ora in balìa.
Felice te! ti corre
il sangue nelle vene più gagliardo,
ti si chiude la gola a volte e sosta
come per morte il battere del cuore.
 
Ma se tempo verrà - né venga mai –
che del fuoco la cenere sol resti,
e tu allora a cercar vieni l'amico.
 
Lo troverai nella taverna che ha ai vetri stinte
tendinette rosse
e scritto per insegna: AL GOTO GROSSO.
  
Io non ti chiederò di lei.
Spingerò verso di te colmo il bicchiere
perché in silenzio con l’amico beva
l’oblio.
 Estate 1913

 

postato da: Albusilan alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: eventi, vino
venerdì, 15 aprile 2005

Serata degustazione del 29 Aprile.

Avviso ai naviganti.

Serata di degustazione vini guidata da Sommelier FISAR.

Presso la sala della Bocciofila, il Gourmet Club di Correggio organizza per Venerdì 29 Apr alle ore 21 una serata di degustazione vini intitolata: " Cabernet, Chardonnay, o...?". La serata è aperta a tutti. Costo € 20, prenotazioni aperte fino al 26 Apr.

Contatti: gourmetclubalbusilan@tiscali.it

postato da: Albusilan alle ore 14:03 | link | commenti
categorie: eventi, vino
venerdì, 08 aprile 2005

Nel regno della fata Morgana.

Il Presidente/Voce del Club sta organizzando un interessantissimo tour enogastronomico in terra di Sicilia.

Volentieri postiamo il programma inviato a tutti i soci già da Marzo.

Ulteriori informazioni possono essere richieste inviando e-mail a: 

gourmetclubalbusilan@tiscali.it

Il Gourmet Club Albusilan vi farà entrare "nel regno della fata Morgana " tra saline, mulini, meraviglie fenice e greche, l'arcipelago dello " Stagnone di Marsala " è un mondo di incanti che possono far perdere il contatto con la realtà....................lo Stagnone è una fatamorgana, che allerta i sensi e accende l'immaginazione: oltre 2.000 ettari incerti se essere terra o mare, con fondali a tratti così bassi da poterci camminare sopra, e isole che affiorano sulla lastra salmastra così piatte da apparire a loro volta miraggi. Basta chiudere gli occhi per immaginare lo spettacolo irreale dei carri carichi d’uva che con la bassa marea facevano fino all'altro ieri la spola tra la terra ferma e Mozia. 

Il tempio di Segesta ( la città che fu eterna rivale di Selinunte) scoperto da Wolfang Goethe, rapito da tanta bellezza in una magica notte di luna.
 Trapani e i suoi misteri la città promontorio dal carattere sfuggente che svela le sue bellezze solo ai visitatori curiosi. Piovene ha definito quello di Trapani il più mediterraneo dei porti siciliani, con l'isola Colombaia alla sua estremità ed il castello dal quale si può ammirare alla vista delle Egadi e il suo corso Garibaldi sul quale si affacciano molti edifici barocchi. E ancora il famoso caramellaio nel chiosco situato dietro palazzo Cavarretta, che grazie alle sue dolcezze ai gusti di cannella, anici, carruba e menta è diventato famoso persino in Giappone.
 Erice il borgo che ha alimentato, nei secoli, suggestive speculazioni sulla sua origine, legata a simboli e riti pagani, con i suoi palazzi patrizi, le chiese, le torri e i castelli.
 Marsala sede delle più importanti cantine di Sicilia, le storiche cantine Florio, e poi Donnafugata, Firriato recente cantina dell’anno e tante altre. Nota per i mille dolci ( non solo cannoli e cassate ma anche per i capituzzi e la cubbaita il torrone di sesamo e mandorle) e il pescato dalla bottarga di tonno di Favignana (le tonnare qui sono ancora vive), al cùscusu di pesce.
 Mazara la città più araba dell'isola, un tempo fiorente capitale economica e culturale di tre distretti amministrativi o Walis, fu l'ultimo baluardo musulmano a essere ceduto ai normanni, ma invano il principe Ruggiero tentò di cancellarne l'impronta costruendo castelli e cattedrali. Fiorente per il suo mercato del pesce e balzata recentemente aglio onori della cronaca per il ritrovamento di un affascinante satiro danzante una statua bronzi della tua attribuita allo scultore greco Prassitele. Patria per eccellenza del kuskus.
 E, perché no, anche Favignana……………..se la bacchetta magica della Fata ci farà volare…………
 E poi  " l'ambiente, il clima, il paesaggio queste sono le forze che insieme e forse più che le dominazioni estranee e gli incontri stupri hanno formato l'animo: questo paesaggio che ignora le vie di mezzo tra la mollezza lasciva e l'asprezza dannata;... questo clima che ci infligge sei mesi di febbre a 40 gradi;... in ognuno di questi mesi se un siciliano lavorasse sul serio spenderebbe l'energia che dovrebbe essere sufficiente per tre; e poi l'acqua che non c'è o che bisogna trasportare da tanto lontano che ogni sua goccia è pagata da una goccia di sudore; e poi le piogge, sempre tempestose che fanno impazzire i torrenti asciutti, che annegano bestie e uomini proprio lì dove una settimana prima gli uni e gli altri crepavano di sete. Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima; questi monumenti magnifici ma incomprensibili....; tutte queste cose hanno formato il carattere nostro che rimane così condizionato da fatalità esteriori oltre che da una terrificante insularità di animo " così il Principe di Salina, nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrive la Sicilia che i siciliani all'immediato del governo di Torino per offrirgli la nomina a senatore del regno.
 E infine le immancabili degustazioni dei migliori vini d'Italia prodotti in questa terra degli dei che cela  il suo segreto,  forse,  tra le colonne dei  templi inondati di sole. Dove gli inglesi con le loro navi in passato arrivarono dopo aver scoperto quel magico nettare invecchiato nelle botti che tanto assomigliava al Porto e allo Cherry.

 

 

postato da: Albusilan alle ore 12:39 | link | commenti
categorie: eventi
mercoledì, 06 aprile 2005

Sideways il giorno dopo.

Il nostro taccuino di viaggio si arricchisce di un’altra simpatica serata passata tra bottiglie e commenti al film Sideways. Una bella presenza di duecento spettatori  alla proiezione ha contribuito a rendere brillante l’evento.

Molti sono stati incuriositi e si sono soffermati a degustare un calice di vino.  Per l’occasione abbiamo proposto un interessante taglio Cabernet-Merlot prodotto nelle colline reggiane, in sintonia con i vitigni internazionali protagonisti della pellicola. Volete conoscerne il nome? Cercate altri stimoli?  Prenotatevi per la serata del 29 Aprile!  Approfondiremo insieme il tema su Cabernet, Chardonnay, & Company.

Per  chi ha visto il film e sorride ancora pensando a Miles mentre beve in un bicchiere di plastica la sua preziosa  bottiglia di Cheval Blanc del ’61, allego il commento pubblicato sulla rivista “Spirito di Vino” di Apr/Mag:

 Al limite del Pomerol, Cheval Blanc, in un'area denominata «grave di Figeac», si avvale di un terreno unico, com­posto da sedimenti di ciottoli e sabbia ben amalgamati con l'argilla. In Bordeaux esiste un detto secondo il quale lo chàteau deve ve­dere il fiume. Saint-Emilion non viene meno al principio, avendo le vigne appoggiate a sud, di fronte al placido Dordogna. Un habitat che si è rivelato magico per l'allevamento del Ca­bernet Franc, o Bouchet, come viene confi­denzialmente chiamato, che raggiunge un buon 60%, mentre al Merlot, altro vitigno che compone Cheval Blanc, va il restante 40%, più una piccola percentuale di Malbec. Le re­se sono basse: 35 ettolitri per ettaro. L'identi­tà di questo mito nasce da 40 ettari comples­sivi di vigna tenuti con una meticolosità in­credibile, in cui sono banditi fertilizzanti chi­mici e pesticidi. Vendemmia rigorosamente a mano. Il meglio del Bordeaux secondo molti.
 La battuta lapidaria di Lurton non la­scia equivoci: « i tannini di questo vino sono di cachemire, l'invecchiamento meraviglio­so». Un angolo di terra magico che ha creato il mito.

postato da: Albusilan alle ore 18:13 | link | commenti
categorie: eventi