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martedì, 29 novembre 2005

Gli ultimi tre chilometri di salita furono terribili e io dissi: « Japhy, c’è una cosa che vorrei in questo momento piu di qualsiasi altra al mondo, piu di qualsiasi cosa abbia desiderato in vita mia». Soffiavano venti freddi del crepuscolo, noi correvamo chini in avanti coi nostri zaini sul sentiero interminabile. «Cosa?». « Una bella tavoletta grossa di cioccolata Hershey o anche una piccola. Chissà perché, in questo momento una tavoletta di cioccolata Hershey mi salverebbe l'anima».
«Ecco qua il tuo buddismo, una tavoletta di cioccolata Hershey. E perché non un bel chiaro di luna in un giardino d'aranci o un cono gelato alla vaniglia? » «Troppo freddo. Quel che mi serve adesso, voglio, invoco, anelo, quello per cui muoio di desiderio, in questo preciso istante, è una tavoletta di cioccolata Hershey, .. con le nocciole!» Eravamo stanchissimi e arrancavamo verso casa parlando come due bambini. Continuai a parlare e parlare senza stancarmi della mia buona cara tavoletta di cioccolata Hershey. Lo dicevo sul serio. Dopotutto avevo bisogno di quelle calorie, ero un po' svanito e avevo bisogno di zucchero, ma pensare alla cioccolata e alle noccioline che mi si scioglievano in bocca sotto quel vento freddo, era superiore alle mie forze. 

         Jack Kerouac, I Vagabondi del Dharma, 1958

                                                               ****
 

 

La cioccolata Hershey rappresenta nel mondo a stelle e strisce quello che in Italia è la Nutella. Mentre scriveva la Fabbrica del Cioccolato Roald Dhal pensava sicuramente a Milton S. Hershey, l’ Henry Ford del cioccolato, fondatore di un impero paternalistico dove la fabbrica e la città portavano lo stesso nome. Oggi milioni di visitatori passeggiano lungo la cocoa avenue, nel parco divertimenti creato in seguito all’ esuberante afflusso di visitatori della fabbrica. 
Non è tempo per una passeggiata all’aperto? Allora riparatevi dal freddo vento di queste giornate con una tavoletta di cioccolato. Basta un solo quadratino.
postato da: Albusilan alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: cioccofusi, libreria gourmet
martedì, 22 novembre 2005

Cioccoshow di Bologna.

Drageès
 
Cioccolato o Cioccolati?
 
Dubbi sulle origini del cacao?
 
Cosa sono i nibs? E i Nabis? Prestate attenzione allo snap?
Chi era Van Houten? E Catinari?
 
Cosa vuol dire fare una tavoletta di qualità?
 
Non avete fatto una puntata a Bologna per godere della prima edizione del Cioccoshow?
Fa lo stesso, tranquilli. La Voce e Albusilan si sono prodigati per voi.
 
Con un week-end full immersion nel dolcemare del cioccolato Albusilan ha seguito l’ottimo corso di degustazione organizzato dalla Compagnia del Cioccolato. La Voce ha perlustrato i bassifondi alla ricerca degli artigiani del Gusto.
 
Storia, tecniche di degustazioni, abbinamenti con vini e liquori, le filosofie di chi fa Qualità, tutto questo il Blog le può sfiorare appena con la punta delle dita ancora macchiate di cioccolato.
 
Proviamo ad approfondire lo stato dell’Arte ricorrendo a qualche immagine per dare un’idea visiva:
 
-         Dalla bevanda azteca alla tavoletta europea passano circa 2.000 anni!
-         Come per i vini, occorre una tecnica di degustazione anche per il cioccolato.
-         Le filosofie: l’origine del cacao è tutto o è il blend che crea gli equilibri ed esalta gli aromi?
-         E poi perché fermarsi al cacao? E se il cioccolato diventa scrigno?
 
 
La moderna cioccolata in tazza ha ben poco in comune con la bevanda chiamata Cacahuatl dagli Aztechi. La nostra parola Cioccolata è frutto di un colpo di Marketing degli Spagnoli: una bevanda di color marrone che inizia con “caca” aveva ben poche chance di successo ( se siete curiosi potete continuare la storia leggendo il bellissimo libro dei coniugi S.&M. Coe “La vera storia del cioccolato” ediz. Archinto – l’abbiamo trovato a metà prezzo nella libreria Della Spada di Firenze).
 
Il cacao di qualità ha caratteristiche aromatiche simili a quelle del vino: aromi primari, secondari, acidità, tannicità, rotondità nel palato, persistenza aromatica, retrogusto. La scheda di degustazione è una bussola per orientarsi: oltre alla lucentezza conta lo snap!
 
Le filosofie: la distribuzione del cacao è in mano a trader molto interessati alla resa delle piante e poco alle qualità aromatiche. Dagli anni ’90 in poi alcuni pionieri hanno intrapreso nuove strade per arrivare ad un prodotto che rompesse gli schemi delle grandi industrie. Due nomi per tutti: Domori e Catinari.
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Con Catinari
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Catinari: l’esperienza internazionale filtrata alla luce dei paesaggi toscani. Il maestro che ha aperto la strada alla chocolate valley italiana. Il Dalai-Lama del cioccolato.
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Con GL Franzoni
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Gian Luca Franzoni, fondatore della Domori. Ha intuito per primo le potenzialità del cacao monorigine: la pianta del cacao determina almeno il 50% degli aromi del cioccolato, quindi per ottenere la qualità occorre avere il controllo dell’intera filiera produttiva. Ha sviluppato un cioccolato ricco di aromi, distinti a seconda dei cloni e dei luoghi di origine. La sua immagine riflette il carattere del cioccolato che produce: aromi nitidi, di una semplice eleganza candida che cela con nonchalance una grande preparazione tecnica.
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Sempre sul filo della qualità, ma all’estremità opposta ritroviamo altri artigiani che inseguono una idea di equilibrio ed esaltazione delle sensazioni organolettiche tramite la lavorazione successiva del cacao: il blending di diversi tipi di cacao non concati ( Rizzati), l’aggiunta di spezie ( De Bondt), la pralineria ( Tagliazucchi).
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Porticato1
Cosa succede se rinuncio al concaggio del cioccolato? Aumento la granulosità del prodotto e mantengo intatte le componenti aromatiche più volatili. La struttura si rafforza, il palato incontra un cioccolato meno fluido, di spiccato carattere. Con il blending il cioccolato di Rizzati acquista un equilibrio superiore che va a perfezionare eventuali punti di debolezza del monorigine. In bocca ritrovo una plasticità materiale, una scansione di luci/ombre, una tridimensionalità simile a quella dei portici della foto.
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De Bondt
Il cioccolato non basta. Il gioco delle spezie. Come Mirò giocava con le forme e i colori cercando le esplosioni e gli equilibri cromatici, così De Bondt racchiude nelle sue confezioni blindate tutta la sua abilità da equilibrista del gusto. Una gioia anche per gli occhi.
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Se il cioccolato diventa uno scrigno dalle pareti sottilissime, le sue forme e colori ricordano una fine gioelleria. La sorpresa è nel ripieno all’aceto balsamico tradizionale di 35 anni: come equilibrare l’acidità del contenuto con il dolce del contenitore? L’origine del cacao è la risposta di Tagliazucchi( Pasticceria del Giamberlano di Pavullo).
 
Barilotto
 
 
 
Ps: cosa c’entrano i Nabis ?????
postato da: Albusilan alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: eventi, cioccofusi
mercoledì, 16 novembre 2005

Serata corso Sommelier del 15 Nov.

Avete studiato bene la mappa delle sensazioni del gusto sulla lingua?

Buttate via tutto e ricominciate a degustare alla luce delle nuove conoscenze.

"Ogni papilla gustativa è in grado di percepire i 4 gusti" ( dolce/salato/amaro/dolce).

Fatta questa premessa, il simpatico dr Meglioli ha tenuta la serata del 15 Novembre.

Questi sono i giudizi scaturiti sui vini degustati: 

Nome del vino:

Pinot Grigio Rulander

Anno:

2003

 

 

 

 

Vitigno:

Pinot

Gradi:

          13

 

 

 

 

Cantina:

Bottega Vinai - CAVIT

Prezzo:

€ 5,00

Giudizio

Pallido giallo paglierino con riflessi verdolini. Limpido. Profumo persistente chiuso all'inizio ( straccio bagnato) poi vira su toni minerali. Secco. In bocca rivela una piacevole nota acida fresca con sensazioni minerali. Abbastanza equilibrato.

 

Nome del vino:

Shiraz

Anno:

2003

 

 

 

 

Vitigno:

Shiraz

Gradi:

          13

 

 

 

 

Cantina:

Casale del Giglio

Prezzo:

€ 6,00

Giudizio

Rosso rubino-violaceo. Profumi di frutti di bosco e spezie, punta di caffè finale. Caldo con tannini morbidi. Media persistenza aromatica.

 

Nome del vino:

Merlot

Anno:

2002

 

 

 

 

Vitigno:

Merlot

Gradi:

          14

 

 

 

 

Cantina:

Mandrarossa

Prezzo:

 

Giudizio

Rubino con riflessi aranciati. Frutta sovrmatura al naso con note di marmellata e vaniglia. Caldo, tannini abbastanza morbidi con retrogusto di spezie/tabacco. Buon equilibrio.

Nome del vino: Baccio del bianco Anno: 2003
       
Vitigno: Uvaggio a base di Grechetto Gradi:           15
       
Cantina: Duca della Corgna Prezzo: € 4,00
Giudizio
Colore giallo oro intenso. Al naso note fruttate ( mela e agrumi) di buona persistenza. Alcool evidente in bocca, con poca persistenza aromatica. Corto. Poco equilibrato.
 
Nome del vino: Il Monte Anno: 2004
       
Vitigno: Morellino di Scansano Gradi:           13
       
Cantina:   Prezzo:  
Giudizio
Bel colore rubino cupo. Odori bruciati di resina. Tannini evidenti. Una spremuta di legno. Disequilibrato.
 
Nome del vino: Pignol Anno: 1997
       
Vitigno: Pignol Gradi:           13
       
Cantina: Bressan Prezzo:  
Giudizio
Rubino chiaro. Al naso spicca la frutta ben croccante ( ciliegia), poi segue vaniglia e spezie. Rotondo in bocca conferma l'eleganza  con un finale di liquerizia. Una sorpresa per un vino di 8 anni!

 

postato da: Albusilan alle ore 13:11 | link | commenti
categorie: eventi, vino
lunedì, 14 novembre 2005

Ode alla congrega dei Liffi.

Per festeggiare il traguardo delle 1.000 visite al nostro Blog da strapazzo, divulghiamo la pregevole ode che il nostro Presidente ha composto in stato di grazia "Bacchica":

    Ode alla Congrega
 
Cari amici della Congrega
siamo lieti di esservi qui con voi a fare trega,
per noi Gourmad della bassa
è vero onore farvi da grancassa,
ritrovarci qui sotto i castelli
a spronare i Vs. fornelli,
che Voi accudite come violini
per spadellarci ogni volta gustosi pesciolini.
Ben sappiamo che il vostro polpo
di riffa o di raffa è destinato a far colpo,
e il tonno come la fate Voi non c’è nessuno
al punto che, dopo voi, solo Sultano
Ciccio, quello di Ragusa, ci ha suonato il piano.
Siete sempre all’altezza della nostra fame,
niente è lasciato al caso nel vostro reame,
anche la coreografia è impeccabile
decori, stoviglie, tovaglie e bicchieri, sembra facile
ma quelli di noi che son tra voi i disen che in cuseina as suda!
Ma alla fine la platea vi loda,
per forza, perché dietro c’è quel che gran maestro del Pietro
che dirige l’orchestra con lo scettro
e misura ogni piatto con il plettro
tanto che se stona torna indietro,
orbene, anche questa volta ci avete procurato uno shock
e questo dimostra che il vostro pesce è proprio rock.
 
                                                    La Voce poetica
postato da: Albusilan alle ore 19:26 | link | commenti
categorie: eventi
venerdì, 11 novembre 2005

Cena dei Liffi: le immagini.

A ricordo della serata del 10 Novembre, restino queste immagini nel blog:

Liffi2

 

Cosa fa il nostro Presidente con quel buffo cappello in testa?

 

 

 

 

 

liffi3

 

 

                       Insalata di mare tradizionale: solo per l'occhio...

 

 

Liffi1

 

 

Attenti a quei due!!!

 

Alla prossima!!! 

postato da: Albusilan alle ore 17:49 | link | commenti
categorie: eventi
mercoledì, 09 novembre 2005

Eros & Vino.

Moi, je suis fou
Du petit trou
Qui fait glouglou.
C’est mon joujou
C’est mon bijou.
     ( Pannard)
  
Sono matto
Per il buchino
Che fa glu glu.
È il mio balocco
Il mio gioiellino.
Giù col vinello fino
Finofinofino
Fino al mattino
Dolce da mandar giù
Giùgiùgiùgiùgiùgiù.
 
 
La bottiglia di Pierre Moncuit (clicca!) che mi ha consigliato l’amico Mario ha fatto effetto. I versi sono di quel mattacchione di Pannard, che assieme a Piron, Gallet e Collé fondò nel 1729 la società di chansonnier chiamata Caveau.
 
Perlage superbo, bouquet ricco e corpo di bella struttura. Si offre con fare spigliato rivelando uno spessore sorprendente senza cadute finali.
 
A tavola lo abbinate con antipasti di pesce. Albusilan ve lo propone anche come compagno di viaggio nella lettura del piacevole ed intrigante libro di Jean-Luc Hennig  Eros & Vino.
 
Il libro lo trovate in libreria, lo champagne no.
 
Ps: piaciuto il link?
 
Glulgluglugluglugluglu.
 
 

Autore

Titolo

Editore

Pag

Costo

Genere

Jean-Luc Hennig

Eros & Vino

Sonzogno

178

€ 14,0

Saggistica

Sintesi

Giudizio

Un viaggio sul vino dalla A di aromi alla T di tappo passando attraverso erudite divagazioni con occhio malizioso sempre pronto a cogliere il lato sensuale del tema.

Se vi piace la penna leggera e il vagabondare letterario questo è il vostro libro. Frizzante e libertino. Come un Pierre Moncuit.

 

postato da: Albusilan alle ore 18:57 | link | commenti
categorie: libreria gourmet, vino
lunedì, 07 novembre 2005

La cena dei Liffi

 “ Ho elaborato un menù per la vostra serata e questa volta ho puntato sulla cucina marinara nostrana tradizionale, a parte le vongole cinesi.
Ci tengo a farvi assaggiare la nostra cucina anche senza gli "effetti speciali". Mi sembrate gente che non ha bisogno di essere ipnotizzata dalle cose insolite e dai colori per capire quando le cose sono buone, per cui conto di stupirvi con i piatti più tradizionali, fatti però come si deve.”
 
Con queste parole l’istrionico Pietro Scapinelli della congrega dei Liffi stuzzica gli amici di Albusilan.
 
Comiciamo a svelare il sipario sulla serata del 10 Novembre…
 
Per informazioni volanti tel: 0522 631260 – 692520.
 
Parola d’ordine: Albusilan!
 
                                               Menu cena dei Liffi
Coppa frizzante con fritto di pesci puttanini
Carpaccio di tonno rosso con pomodori e olive
Insalata di mare tradizionale
Polpo in salsa algherese
Vongole stufate allo zenzero
Quadrettoni neri con seppie e piselli
Orata al cartoccio con salsa di capperi
Gelato di crema, nocciola e cioccolato con salsa d’arancia  
postato da: Albusilan alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: pane e companatico
venerdì, 04 novembre 2005

Cibi e Sapori a Firenze

 
 
Quali sono le regole alimentari riportate
sui papiri egizi? (clicca!)
Quale era la carta dei vini nella Roma antica? (clicca!)
Che cos’è il Garum? (clicca!)
Chi era Apicio? (clicca!)
 
 
Dopo Ravenna e Rovereto ( vedi post del 13/7), Albusilan vi segnala l’esposizione di Firenze “Cibi e Sapori”,   presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ( 5 minuti dalla stazione SMN).
Avete tempo fino al 15 Gennaio 06 per accarezzare con gli occhi le suppellettili, le brocche splendidamente decorate, le anfore, gli eleganti bicchieri di vetro, ed arricchire le vostre conoscenze sul cibo e la cultura di Egizi, Greci, Etruschi e Romani grazie ad un percorso ben organizzato e ricco di commenti esplicativi.
 
Tra i 300 reperti esposti, svettano la coppa col volto di donna e un bicchiere di vetro che ricorda i nostri da drink estivo ( vedi foto).
 
Prima di riprendere il treno entrate nel Mac Donald e ordinate patatine & Coca: 5.000 anni di storia gettati in Arno. Salvate almeno il pranzo con una tappa alla trattoria 4 Leoni ( vicino a Palazzo Pitti): pochi turisti e ruspante cucina tipica. 
postato da: Albusilan alle ore 13:21 | link | commenti
categorie: eventi