Una seconda voce si aggiunge al mesto coro di chi non sale sulla nave dei Gastronauti....
La Borgogna, altrove migliore ma non per me di questi tempi; purtroppo o per fortuna.Agli amici in partenza, a voi, che con tanto coraggio affrontate questa straordinaria ed irripetibile esperienza nella consapevolezza che sarete messi a dura prova nel percorso didattico-enogastronomico, riferendomi ai giorni in Borgogna, così ricchi di tentazioni alte e provocanti per raffinati palati, davanti alle quali sarete irrimediabilmente posti. A voi mi rivolgo, randagi del gusto, non senza, diciamolo pure, una certa invidia.
Doveri istituzionali, nell'ambito dei rapporti famigliari, mi vedono impegnato nell'accompagnare e salutare mia figlia Glenda a Malpensa per il viaggio -e finalmente- di ricongiunzione al legittimo sposo, con il quale convolò in matrimonio, udite udite, nel lontano marzo 2005 presso la municipalità di Chicago; dopo l'11 settembre, purtroppo, risultano questi i tempi della burocrazia degli US.
Una nota di colore.
In quella fredda mattina di marzo, il magistrato che li sposò, accortosi della provenienza italiana di Glenda, le disse in un italiano stentato: " Signora, io sono appena rientrato da una meravigliosa vacanza sulle colline di Siena..." Successivamente Glenda, a conoscenza del mio manifesto interesse al vino, mi raccontò il colorito episodio, parlando però, anche di un naso, troppo rosso, che faceva bella mostra di sé sul viso rubizzo del celebrante il rito, ciò la diceva lunga sulle sue passioni italiane...Lei, improbabile italiana a Chicago, la sua provenienza rievocò quel giorno al giudice le morbide colline del Chianti, Bacco e chissà cos'altro!
Finalmente, per loro, sul finire del mese scorso, è arrivata la sospirata Spouse Visa ovvero, il visto d'accesso per stranieri sposati a cittadini americani. .
E' molto probabile che, per l'occasione, una furtiva lacrima mi scappi. Sorry, per la digressione.
Forse, un'altra lacrima occorrerrà, se bastasse a colmare il vuoto determinato dal non essere tra voi: mi mancherete, vi invidierò molto pensandovi intensamente. Sappiatelo!
Buon viaggio a tutti, nell'auspicio il ritorno possa costituire una piacevole occasione per rievocare e rivivere con voi quella danza di sapori, profumi, delicatessen di vario ordine e grado. Penso a Oscar Wilde nel famoso aforisma:
"A tutto potrò resistere fuorchè alle tentazioni!"
E voi ne avrete tante! Alziamo i calici quindi, e...
"Beviamo.
Perché attendere i lumi?
Prendi mio caro
le coppe nero dipinte:
il vino
che fa dimenticare gli affanni
lo donò ai mortali
il figlio di Semele e di Zeus.
Versa quindi, mescola uno e due
calici pieni fino all’orlo.
Una coppa spinga giù l’altra.’’
da un frammento di Alceo
nella traduzione di Orazio.
Con simpatia e affetto, Giordano