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lunedì, 24 aprile 2006

(Vi) Porto al Vinitaly...

Bott. Porto Tasting Ex...Press 2005

Quante varietà di Porto esistono? Riduzione od ossidazione? Legno o bottiglia? Tawny o LBV? A cosa abbinare un buon Vintage? Robe da non dormirci la notte… Per fortuna potete leggere – per sfortuna solo leggere   - le due degustazioni tenute dal simpatico M. Sabellico del Gambero Rosso nel corso del Tasting Ex..Press Vinitaly 2005 e 2006: una bella doppietta! Per scoprire tutte le risposte ai quesiti iniziali cliccate qui. Belle immagini e filmati autoesplicativi. Non sapete l’inglese? Allora dovete partecipare alle degustazioni! Per farsi un’idea potete cominciare leggendo la guida di Godfrey Spence “ Il Porto”, edito da Idea Libri: offre un’ ampia panoramica sul vino e i produttori.
 
Il Porto sta allargando la cerchia dei suoi adepti: un chiaro segnale è stato il raddoppio del numero dei partecipanti alla seconda edizione. Segnatevi già da ora per il prossimo anno…
 
Ramos Pinto, Duas Quintas 2000   Vitigno: Touriga N. – Tinta Barroca                Douro Reserva                                    Alcohol:   13% - Portogallo - € 20
Note: Rubino carico con riflessi violacei. Al naso ciliegie e frutti di bosco seguiti da spezie. Secco, di corpo con tannini evidenti ma gradevoli. Finale di frutta croccante. Un bel rosso da invecchiamento per brasati.
Quinta de La Rosa 2003                  Vitigno: Touriga N. – Tinta Barroca                Douro Reserva                                    Alcohol:   15% - Portogallo
Note: Rubino carico con riflessi violacei. Naso di frutta matura, balsamico ( menta – eucalipto ), piuttosto evoluto rispetto all’età giovane. Caldo, secco, tannico, con buone prospettive di evoluzione verso note più arrotondate.
Fonseca, Reserva Bin 27                     Vitigno: classiche varietà
Porto Ruby Riserva             Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Classico colore rubino, naso di frutta sotto spirito, con sentori di vaniglia e cioccolato. In bocca polposo, rotondo, morbido. Finale di prugna.
 
Sandeman LBV 1999                      Vitigno: classiche varietà                
Porto                                           Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Rubino con riflessi granati. Naso etereo che vira su mora e ribes. Di corpo, con glicerina e tannini più evidenti rispetto al Ruby. Perfetto con formaggi erborinati.
 
Gran Cruz Tawny 20 YO                     Vitigno: classiche varietà                
 Porto                                       Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Colore ambrato – nocciola chiaro, classico “ buccia di cipolla”. Al naso note marsalate e di frutta secca, poi anche liquirizia e tabacco. In bocca la rotondità del caramello si abbina ad una buona acidità con lungo finale tostato.
 
 
 
Cockburn’s Vintage 2000                     Vitigno: classiche varietà                
Porto                                        Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Rubino impenetrabile con cupi riflessi violacei. Naso di mora e mirtillo, si allarga in toni balsamici pungenti e ampi. La polpa del frutto è accompagnata da   tannini morbidi e setosi con un lungo finale di amarena.
 
Graham’s Quinta do Malvedos 1996                 Vitigno: classiche varietà                      Porto Vintage                                                  Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Rubino impenetrabile. Naso balsamico e di liquirizia. Rotondo, armonico, avvolgente.
 
Wiese & Krohn Colehita 1966                    Vitigno: classiche varietà                      Porto                                            Alcohol:   20 % - Portogallo
Note: Colore ambrato scuro tendente al mogano con splendidi riflessi dorati. Etereo, sprigiona note di frutta secca e toni tostati. In bocca è dolce, largo con tannini vellutati e un finale di caramello e tabacco. Splendido da meditazione con sigaro.
Continua nel prossimo post con i Vintage proposti nella edizione 2006…;-).
postato da: Albusilan alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: eventi, vino
martedì, 18 aprile 2006

Da Giordano agli amici in partenza.

 Una seconda voce si aggiunge al  mesto coro di chi non sale sulla nave dei Gastronauti....
La Borgogna, altrove migliore ma non per me di questi tempi; purtroppo o per fortuna.Agli amici in partenza,  a voi, che con tanto coraggio affrontate  questa straordinaria ed irripetibile esperienza nella consapevolezza che sarete messi a dura prova nel  percorso didattico-enogastronomico, riferendomi ai giorni in Borgogna, così ricchi di tentazioni alte e provocanti per raffinati palati, davanti alle quali sarete irrimediabilmente  posti. A voi mi rivolgo, randagi del gusto, non senza, diciamolo pure, una certa invidia.
Doveri istituzionali, nell'ambito dei rapporti famigliari, mi vedono impegnato nell'accompagnare e salutare mia figlia Glenda a Malpensa per il viaggio -e finalmente- di ricongiunzione al legittimo sposo, con il quale convolò in matrimonio, udite udite, nel lontano marzo 2005 presso la municipalità di Chicago; dopo l'11 settembre, purtroppo,  risultano questi i tempi della burocrazia degli US.
Una  nota di colore.
In quella fredda mattina di marzo, il magistrato che li sposò, accortosi della  provenienza italiana di Glenda,  le disse in un italiano stentato: " Signora, io sono appena rientrato da una meravigliosa vacanza sulle colline di Siena..." Successivamente Glenda, a conoscenza del mio manifesto interesse al vino,  mi raccontò il colorito episodio, parlando però, anche di un naso, troppo rosso, che faceva bella mostra di sé sul viso rubizzo del celebrante il rito, ciò la diceva lunga sulle sue passioni italiane...Lei, improbabile italiana a Chicago, la sua provenienza rievocò quel giorno al giudice le morbide colline del Chianti, Bacco e chissà cos'altro!
Finalmente, per loro,  sul finire del mese scorso, è arrivata la sospirata Spouse Visa ovvero, il visto d'accesso per stranieri sposati a cittadini americani. .
E' molto probabile che, per l'occasione, una furtiva lacrima mi scappi. Sorry, per la digressione.
Forse, un'altra lacrima occorrerrà, se bastasse a colmare il vuoto determinato dal non essere tra voi: mi mancherete,  vi invidierò molto pensandovi intensamente. Sappiatelo!
Buon viaggio a tutti, nell'auspicio il ritorno possa costituire una piacevole occasione per rievocare e rivivere con voi quella danza di sapori, profumi, delicatessen di vario ordine e grado. Penso a Oscar Wilde nel famoso aforisma:
"A tutto potrò resistere fuorchè alle tentazioni!"
 E voi ne avrete tante! Alziamo i calici quindi, e...
 
 "Beviamo.
Perché attendere i lumi?
Prendi mio caro
le coppe nero dipinte:
il vino
che fa dimenticare gli affanni
lo donò ai mortali
il figlio di Semele e di Zeus.
Versa quindi, mescola uno e due
calici pieni fino all’orlo.
Una coppa spinga giù l’altra.’’
 
                                                                                                          da un frammento di Alceo
                                                                                                          nella traduzione di Orazio.
Con simpatia e affetto, Giordano   
postato da: Albusilan alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: eventi, vino

Un Presidente Allenatore.

Cosa faceva il visionario allenatore Sacchi durante le trasferte in pullman con i suoi giocatori?
 
Metteva su una casetta VHS con le partite della squadra avversaria e stimolava il gruppo. Questo è extreme management.
 
Cosa farà il nostro Presidente per stimolare i 35 Gastronauti della Borgogna durante il viaggio in pullman ( all’insegna dello Slow-Moving)?
 
Alternerà la commedia Sideways con il reportage Mondovino? Speriamo di sì. Questa sarà la vostra salutare camomilla. Mi immagino già la palpebra ammezzata alla seconda curva. Vi aiuterà a riaprire gli occhi riposati e con una prospettiva più ampia, o perlomeno onirica, sul mondo del vino.
 
Per sorprendere il Presidente leggete velocemente la sintesi del reportage Mondovino qui riportata: l’indomani mattina potrete porre domande inaspettate che smentiranno il sibilo rilassato del vostro respiro durante la proiezione.
 
Secondo il regista J. Nossiter, oggi il vino si muove tra due poli:
 
-         quello del gusto “globalizzato” di Robert Parker, del vino dal colore pieno, rotondo, con una immediata nota predominante di vaniglia data dalla barrique di legno giovane. Vini pronti da bere in poco tempo e che ottengono alti punteggi nelle guide. Il consumatore medio premia questo tipo di vino e le aziende sono molto attratte da questo ricco mercato. La conseguenza naturale è un appiattimento delle sfumature, l’omologazione del gusto, una rincorsa ai trucchi per ottenere “facili” profitti.
-         quello della tipicità del territorio, che in genere ripudia il legno e cerca un vino con una personalità più spiccata, che divide, che piace o non piace, difficile da gestire da un punto di vista industriale, ma più “poetico”. Vini da apprezzare dopo 15 anni ( se avete la pazienza d’aspettare.. o la fortuna di incappare nella bottiglia “giusta”).
 
L’ azienda vinicola Mondavi rappresenta l’icona del vino globalizzato, che piace ai neofiti e quindi alle masse di consumatori. Guardate gli occhi dei due Mondavi ( senior & junior) nella foto. Guardate il sorriso del piccolo produttore sardo Battista Columbu. Non sorprende che la famiglia Mondavi abbia perso l’impero costruito faticosamente dal padre. Nei loro occhi non c’è più poesia.
 Il titolo del reportage gioca sulla pronuncia americana del nome Mondavi: Mondovi – no.
 
Molti dei personaggi proposti nel reportage si sono sentiti “traditi” dal regista Jonathan Nossiter: il super-consulente Michel Rolland pensava che fosse uno studentello alla ricerca di materiale per la tesi di laurea. Quando si è visto nel film gli è andato di traverso tutto il Bordeaux della settimana. La telecamera nascosta ed un montaggio manipolato fanno del reportage un punto di vista, non il punto sul vino. Se il nostro cuore batte e si scalda per la poesia di un calice di Borgogna di Hubert Montille, tuttavia in quanti ristoranti si possono servire quei vini che richiedono un’ora di tempo per essere gradevoli al naso?   E poi cosa ne facciamo dei milioni di consumatori di vino sotto i 4 euro? Li ignoriamo perché non sanno nulla dei vini biodinamici? A 50 euro la bottiglia?
 
Ognuno fisserà nella memoria alcuni passaggi-chiave del filmato. Fantastica la sequenza in cui i lavoratori stagionali vengono duramente bacchettati perché non hanno eliminato abbastanza grappoli dalla pianta: ve lo immaginate col Lambrusco? Simbolica l’intervista con il direttore del dipartimento frodi del vino francese: a volte i produttori della Borgogna inviano al mitico R. Parker dei campioni fasulli che non corrispondono alla loro reale produzione! Ma la perla resta quell’immagine di schiettezza e integrità nel ritratto di Battista Columbu.
Così va il Mondo-vino…
postato da: Albusilan alle ore 12:34 | link | commenti
categorie: eventi, vino
giovedì, 13 aprile 2006

Torino: la Fabbrica del Cioccolato.

 
Questa spedizione inizia dalla fine, con l’immagine di questo bambino sorpreso dalla mamma con le mani nella cioccolata. Sorpresa, rabbia, fine del sogno, risveglio negli occhi. Dolcezza, morbida rotondità, gioia e fuga ancora in bocca. Segni tribali attorno alle labbra. Sul vetro riflessi di una grande città.
Questa è la nostra foto di gruppo, voglio dire quella dello spirito della Compagnia del Cioccolato.
Continuiamo nel viaggio a ritroso.
 
Al Bicerin insegna
 
Chissà se il signor Dentis aveva in mente la Bella Cioccolataia di Liotard mentre preparava le prime cedrate nel lontano 1763, quando aprì il chiosco che sarebbe diventato il più antico Caffè di Torino. “Settanta anni fa, quando ero bambino, venivo qui a far colazione ogni mattina” – dice un nuovo amico. Oltre due secoli di storia sono passati seduti al Caffè Bicerìn.Conf DOMORI
 
 
Il cioccolato come non lo avete mai visto: uno sguardo da dentro, senza veli, senza intermediari. Lampi di luce sulla calda notte umida. Profumi intensi racchiusi nei forzieri.
 
 
 
 
Quadretti
 
 
Due angeli bianchi accompagnano il volo alato dei quadretti verso la nuova dimora temporanea: un bozzolo da cui spiccheranno il loro ultimo volo di farfalla.
 
 
 
Il Cavaliere nel suo Castello
 
 
Il Cavaliere nel suo castello: Mack Domori racconta le fasi della lavorazione del cacao. Mister Wonka circondato da decine di Umpa – Lumpa saltella canticchiando:
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Questo che ora ti dico è vero:
scopri il sottobosco nel Carenero.
Grande prodigio di Negro- Mago
tuffiamoci in picchiata Sur del Lago:
 dolci spezie e bionda tostatura
fanno d’ ogni morso un’avventura!
Andale, andale, Arriba, Arriba olè
un fiore di Sambirano ho colto per te.
 
Fave
 
Il segreto svelato: tutto comincia da queste fave. Ammirate il caldo colore nocciola . Assaggiatele. Noi l’abbiamo fatto, a Settembre lo farete anche voi. Le potenzialità aromatiche sono già contenute, basta non bruciarle nella successiva trasformazione. Basta partire da un cacao aromatico di qualità fermentato con cura. Basta curare oltreoceano le piantagioni del Venezuela.
 
Avete capito perché questo è stato un racconto a ritroso?
 
postato da: Albusilan alle ore 13:24 | link | commenti (1)
categorie: cioccofusi
martedì, 11 aprile 2006

Avviso ai Naviganti: DOVE + VINI PASSITI

Da non perdere in edicola la rivista DOVE del mese di Aprile: tutti gli indirizzi della buona Mortadella IGP. Degli otto produttori di qualità citati nell’articolo ben 3 sono situati a Correggio ( che divide con Bologna il titolo di capitale di questo salume). In ordine alfabetico sono Bidinelli, Montorsi e Veroni. Il giornalista – per stupire il lettore – inizia l’articolo con una abbinamento che Albusilan aveva già descritto nel mese di Luglio ’05 ( Giordano, anche lì c’è un indovinello..;-).
 
Altro spunto interessante lo ritroviamo a Volta Mantovana: dal 29 Apr al 1° Mag Mostra Nazionale dei Vini Passiti. Vale una puntata in auto con accompagnatore astemio…
postato da: Albusilan alle ore 12:42 | link | commenti
categorie: eventi, pane e companatico
giovedì, 06 aprile 2006

Gli indovinelli: gran finale

Nuntio Vobis Gaudium Magum: Giordanum vicit!

Allego il suo messaggio:

Ciao luca, correo di insonne notti.
dopo aver consultato diversi tomi di botanica, azzardo una sortita:
 
Fig. 2-trattasi della buccia del licis
Fig. 1- l'immagine mostra broccoli, cavolfiore, cavoletti di bruxelles o
famiglie assimilabili.
L'immagine mancante invece, questo sì perfettamente autoctona, che
grazie al tuo contributo, l'azzecco in maniera incontrovertibile.

06/04/2006 00.52

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L'orario della mail conferma le notti insonni...

La bottiglia è tua!

Ps: la bottiglia...non il contenuto ;-)

Complimenti!

postato da: Albusilan alle ore 12:52 | link | commenti
categorie: eventi
mercoledì, 05 aprile 2006

Tasting & Vinitaly

Al Vinitaly tutti a far la coda per Bollicine & SuperTuscans. Bene. Albusilan ama andare controcorrente e vi propone una interessante rassegna di Vini Fortificati della passata edizione condotta da Joe Wadsack. Su 12 partecipanti al Tasting Ex-Press solo 3 erano italiani. Un’ occasione unica per assaggiare il panorama della produzione mondiale.
Williams & Humbert Dry Sack Sherry           Vitigno: Palomino                       Alcohol:   15% - Spagna
Note: Colore paglierino chiaro con riflessi verdolini. Al naso paglia e note fumè. Secco, fresca acidità in bocca. Molto versatile, da antipasti a minestre.
Williams & Humbert Dry Oloroso Sherry        Vitigno: Palomino and PX           Alcohol:   17% - Spagna
Note: Colore ambrato chiaro con naso medicinale ( per JW Nutty). Seppur pieno e rotondo non mi ha convinto.
Harvey’s Palo Cortado                          Vitigno: Palomino                                 Alcohol:   20 % - Spagna
Note: Ambra e caramello. Note di fichi e caffè. Dolce rotondità in bocca per un corpo pieno con lungo finale smoky.
 
Muscat de Beaumes de Venise             Vitigno: Muscat a Petit Grains   Vidal-Fleury       Alcohol: 15%   - Francia - € 18
 
Note: Paglierino con leggeri toni ambrati. Bouquet di fiori con note di mandarino. Aromi tipici del moscato bilanciati da toni lievemente tostati. Da dessert.
Brown Brother Liquer de Muscat           Vitigno: Moscato          Alcohol: 18%   - Australia
 
Note: Blend di vini fino a 70 anni. Color Caramello-dorato. Datteri, fichi secchi. Pieno, denso, mellow. Con dessert al cioccolato. Un moscato estremo.
De Bortoli Black Noble                 Vitigno: Semillon               Alcohol: 17,5%   - Australia
Note: Da uve botritizzate. Riposa in legno da 12 a 20 anni! Colore ambrato/caramello chiaro. Al naso mi ha richiamato netto l’Amaro Medicinale Giuliani. Per JW note di caffè/toffee. Molto dolce, appiccicoso.
 
Keo Commandaria St. John           Vitigno: Mavro and Xynisteri              Alcohol:15% - Cipro - € 12
 
Note: Ambrato. Note di ciliegie sotto spirito e confettura di frutta che virano sul cioccolato. In bocca cremoso caramello equilibrato dalla buona acidità con un finale tostato. Per dessert al cioccolato. Una regalo a € 12!
 
Warres Otima 10 YO Tawny        Vitigno: Classic Port varieties.        Alcohol: 20% Portogallo
 
Note:  Tipico Tawny con bouquet di frutta rossa, nocciola e mandorle. Delicato al palato, molto dolce con buona acidità in equilibrio. Rotondo e dal finale lungo di cioccolato e frutta secca.
Smith Woodhouse LBV 1994          Vitigno: Classic Port varieties   Alcohol:20%   Portogallo - € 23
Note: Rubino cupo con frutta rossa in evidenza, fichi, leggera tostatura. Rotondo in bocca, di corpo, finale pulito e ricco di frutta. Buon rapporto qualità/prezzo.
Blandy's Bual 1964                               Vitigno: Bual                    Alcohol: 21% - Madeira - € 120
 
Note:  Elegante colore ambrato con inaspettati riflessi brillanti verdolini. Naso complesso, etereo poi datteri, poi note salmastre, e infine legno tostato e cioccolato. JW cita un “Rich Christmas pudding nose”. In bocca è di grande corpo, avvolgente, pastoso, ma non pesante. Finale “butterscotch” ( burro e caramello). JW lo abbina con zuppa di tartaruga, mi accontenterei di un risotto al tartufo…o una tavoletta di Criollo!
postato da: Albusilan alle ore 16:53 | link | commenti
categorie: vino