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lunedì, 03 luglio 2006

Vino, Arte, Borgogna.

Un funesto colpo della Strega alla schiena mi ha impedito la partecipazione alla degustazione dei vini di Borgogna, tenendomi astemio per qualche giorno.
 
Ma il vino è sempre consolatore, anche senza il diretto assaggio. Basta leggere e navigare… per un po’ ;-)
 
In tema di Borgogna sulla Cucina Italiana di Lug06 ho trovato alcuni anedotti:
 
Si racconta che l'esercito di Napoleone I, marciando lungo la stretta Cote de Nuits, in Borgogna, si fermò sotto lo Chateau de Vougeot. Quei magnifici soldati resero l'onore delle armi non al castello ma ai vigneti. Questo la dice lunga sull'antico e mai smentito amore dei francesi per i vini, anche se da quelle parti c'erano le vigne dell'imperatore. Ora, i francesi si dividono, ancor oggi e da sempre, in partigiani dei vini borgognoni e partigiani dei vini di Bordeaux, anche se Loira, Rodano, Jura, Savoia ecc. dicono spesso con autorità la loro (lo champagne è un caso a parte e mette tutti d'accordo).
Uno studioso francese, Patrice Dard, racconta che a Fixin, ancora ai tempi nostri, "on voue un cult touchant à Bonaparte" (si vota un culto commovente a Bonaparte). E a Gevrey-Chambertin, poco distante da Fixin, sempre in Cote de Nuits, si narra un'altra storia. Sembra che ogni giorno Napoleone avesse l'abitudine di bersi una bottiglia di Chambertin, un rosso "tosto". Alla vigilia della battaglia di Waterloo, fosse l'ansia o ne fosse sprovvisto, l'imperatore rinunciò alla bottiglia di Chambertin. Ebbene, sappiamo tutti com'e finita quella battaglia.
 
 
Il buon vino rende migliore l’uomo, la grande pittura lo rende leggibile e sottile.
 
Vi siete mai domandati perché nell’autoritratto del Bacchino malato Caravaggio lascia il grappolo di uva nera e porta alla bocca quella bianca? Il colore nero è il simbolo della morte, il bianco della guarigione.
 
Avete in cantina un vino da meditazione che non sapete a cosa abbinare?
 
Con calma prendete il vostro miglior calice e stappatela. Avanti.
 
Ora sedetevi, chiudete gli occhi e immaginate una pinacoteca dedicata al mondo del vino dove le opere rimandano a Dioniso, alla vendemmia, alle nature morte, alle locande, ai pranzi, alle feste, al Cristianesimo, all’amore, ma anche al male oscuro che uccise artisti come Modigliani.
 
Poi riaprite gli occhi, ammirate i colori del vino che si sta aprendo per voi, ascoltate il canto che sale dal calice, sorseggiate lentamente e proiettatevi su questo link della Università di Siena.
 
Ps: grazie Giordano per la segnalazione!
postato da: Albusilan alle ore 12:44 | link | commenti
categorie: vino