La sua produzione annua è giusto una folle manciata di semi dal costo improponibile per i grandi buyer olandesi. Ma per gli amanti del cioccolato estremo Claudio Corallo è un nome noto. Chloè descrive con entusiasmo l’originalità della sperimentazioni di questo toscanaccio che ha recuperato le piante originarie di cacao Forastero impiantate dai Portoghesi sulle isole di Sao Tomè e Principe nel 1822 e ha sviluppato al limite il concetto di cioccolato monorigine inventando dei macchinari e dei procedimenti unici al mondo. Rese molto basse ( 1/5 rispetto alla media africana ), raccolta selettiva esclusivamente delle cabosse mature, rifiuto del concaggio ( uccide la vitalità degli aromi), fermentazione lunghissima e maniacale, sono i segni distintivi del suo approccio al cioccolato. Se volete approfondire, questi sono i link migliori su: la storia di Corallo, le tecniche di produzione, i commenti scettici ( il degustatore lamenta un prezzo troppo alto per un Forastero!).
Il cioccolato di Corallo ha caratteristiche comuni ai vini biodinamici: aromi non sempre gradevoli, una caratteristica ruvidezza al palato, una fortissima vitalità che può risultare “scortese”.
Dove trovare questo cioccolato, così forte e selvaggio ?
Se capitate dalle parti di Sarzana potete approfittare dell’ottima enoteca Il Mulino del Cibus per fare scorta delle 3 varianti di cui lascio il commento. Oppure provate a girare la domanda all’importatore Velier.
Cioccolato 70% con pasta di uva e distillato di polpa di cacao:
Il distillato di polpa di cacao è una delle invenzioni di Corallo.
E’ il più selvaggio. Tavoletta-cingolato tipo Emilia di colore mogano. A guardarla ci si domanda: perché l’ho comprata? Fortissimo impatto olfattivo con note pungenti, aromi tipici di fave intere, sacco di juta, terra umida. Sembra di entrare nelle giungla. In bocca il cioccolato è granuloso, pastoso, potente, con l’uvetta che ingentilisce addolcendo l’impatto. Nota alcolica che si sprigiona in seconda battuta con una virata su toni di marmellata sotto spirito. Finale lunghissimo con toni dolci-liquorosi predominanti.
Cioccolato 73% con nibs:
E’ una tavoletta fatta in casa. Colore mogano opaco. Al naso note pungenti che rimandano alle fave e al formaggio stagionato (!). Forte granulosità con una calda nota di nocciola e tabacco, frutta secca, molto morbida. Lo spettro degli aromi è contrastato: alle note pungenti al naso si susseguono le morbide sensazioni in bocca. Suscita qualche perplessità se si cerca l’eleganza di un Porcelana o la scioglievolezza tipo Lindt. Lascia una bocca pulita di frutta secca.
Cioccolato 80% con zucchero in cristalli:
Ricorda la cioccolata modicana, ma qui l’impatto dello zucchero è meno invasivo. I denti non scricchiolano eccessivamente e il cacao domina sulla sensazione dolce.
Altre novità in pentola per il Club vengono rimestate dal nostro Presidente: state pronti…