
Onore e lode agli amici di Garfagnana
Che sublime esperienza gustativa, che vertigine di gola, che folgorazione papillare !!! Non v’è esclamazione che possa rendere giustizia alle prelibatezze che gli amici Andrea, Gabriele, Alvaro, Giulioe la Condotta SlowFoodGarfagnana ci hanno sciorinato in occasione del sontuoso banchetto di venerdì 24 aVilla Ascari.
Da tale esperienza, un raffinato illuminista, cultore della gastronomia d’altri tempi, avrebbe tratto conferma alla sua teoria genetica. Brillat Savarin ha sempre sostenuto che non si può negare alla gastronomia un posto tra le scienze:
“La gastronomia è apparsa a sua volta e tutte le sue sorelle si sono ristrette per farle posto. Che cosa si poteva rifiutare a colei che ci sostiene dalla culla alla tomba, che aumenta le delizie dell'amore e la confidenza dell'amicizia, e disarma l'odio, agevola gli affari e ci offre, nel breve corso dellavita, la sola gioia che non essendo seguito da stanchezza, ci riposa perfino da tutte le altre ?”
Non esprimeremo mai abbastanza gratitudine a questi amici che hanno illuminato le nostre menti, stregato i sensi e inebriato l’ipotalamo, che ci hanno estasiato con gusti sublimi e terranei, autentici e intensi, affascinanti e ricchi di storia e tradizione.
Questi pionieri della ragion gastronomica, fulgidi esempi di virtù culinaria, fautori della tipicità, scopritori e custodi dei segreti della qualità, missionari e predicatori infaticabili del buono e giusto, templari del gusto, sacerdoti della tavola, padroni del verbo in tavola.
Ora, in tanti vagheggiano quell’arcadia tra i monti, che dona impareggiabili emozioni, che brilla di luce propria e produce intense e vibranti suggestioni. In quei paesi incantati e circondati da un’aura di moderno rinascimento, v’è consapevolezza del fascino che esercita la natura intatta.
Lunga vita al Bazzone affinato nei boschi, tra le castagne, con amore e pazienza dal nostro Andrea, e allo splendido, intenso e compendioso rosso Melograno di Gabriele, e alla polenta, ai carpacci, alle zuppe e alle infinite delizie che hanno incantato il nostro palato in una notte inebriante, che avremmo voluto rendere infinita. Sapori ed emozioni indelebili hanno catturato i nostri sensi e resteranno vivi nella nostra memoria, per l’eternità.
A presto nostri eroi. Attenderemo con ansia la prossima occasione d’incontro, inebriati dalla memoria dei profumi di un desco pregno di autentici doni del creato. Lode a voi paladini delle terre di Garfagnana, possa il tempo lasciare immutato l’amore e l’entusiasmo che anima le vostre gesta, per il bene di tutti quelli che vi conosceranno.
Sic transit gloria mundi.
Il Gran Ciambellano
Post Scriptum. E che dire dell’opera paziente quanto preziosa di Giulio, raffinato buongustaio e vero scopritore dei talenti della gastronomia garfagnina, che con la sua abilità tecnica ha dato voce e suoni al banchetto e animato la cerimonia gastronomica, e poi Steve, onnipresente quanto prezioso trait d’union tra braccio e sensi. Anche voi, prodi, siete stati baciati dal sottile venticello che spira dai monti, che ha sedotto le vostre menti e vi ha avvicinato al mistero della “raison gourmand”. E lunga vita anche a Glauco, a Oscar e a Guido, che, da autentici appassionati della scienza gastronomica, hanno fatto la “loro parte” prima…durante e dopo. Infine, grazie ai coniugi Ascari che ci hanno generosamente concesso di invadere la loro bella villa.