
“ Ah, sì, ehm erano quelle che abbiamo fatto assaggiare la serata del 19 Ottobre con la Compagnia del Cioccolato” – rispondo con cautela.
“ Ma come: hai usato le mie tavolette?!”
“ Beh, erano interessanti e anche Gilberto le ha valutate positivamente.”
“Appunto. Trovamene delle altre!”
Così è iniziata la ricerca della marca di cioccolato meno nota e distribuita in Italia.
Alla Casa del Caffè di Trento Luca Torta mi informa che ha esaurito la scorta e non l’ha più riassortita: “ Era buona ma non girava. Forse con quel packaging d’altri tempi non incontrava…”
Mannaggia all’immagine retrò.
Proviamo a telefonare all’importatore ( di Carpi): “Spiacente, abbiamo cambiato fornitore.”
Panico.
Prima di Natale ricevo la telefonata liberatoria di un amico arruolato nella ricerca: “ Sono qui dal P(CENSURA). Bonnat Haciènda El Rosario. Ne ha 5 tavolette!”
“Ok, prendile tutte!”. Una caldo e cioccolatoso Natale assicurato. ( Robe da cioccofusi…)
Passate le feste, assaggiamo la prima e subito notiamo un affioramento del burro di cacao: la tavoletta si presenta con delle diffuse striature chiare. Non è certo un segno di freschezza.
Il timore viene confermato all’assaggio: debolissima la frutta, in bocca resta un impasto di debole persistenza con una punta amara.
Controllo le date di scadenza, ma a prima vista siamo ben dentro al limite: indica Nov 07. Eppure qualcosa non mi convince. Controllo tutte la tavolette e noto che la marcatura di mese e anno è diversa. Il mese ha un taglio verticale, l’anno in diagonale. Un astuto colpo obliquo in punta di forbici? Lascio la foto per i più scettici.
Questa breve storia lascia due volte l’amaro in bocca.
Vado a spogliare un venezuelano della Molina.