“Di che vino sei?” si domanda Miles, protagonista del film Sideways.
Ad ogni personalità corrisponde un vino. Verissimo. In America se la cavano al 90% con 4 vitigni: Cabernet, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Noir. Non a caso è la patria del Fast Food.
Quanti vitigni esistono in Italia? 2.000!
La semplificazione è tuttavia molto utile per avvicinare i curiosi al fascino nascosto dentro ad un calice di vino. Per questo apprezziamo l’ ultimo film di Alexander Payne, che ha fatto incrementare le vendite di Pinot Noir del 30% negli Stati Uniti. Sceneggiatura scoppiettante alla Woody Allen e personaggi maschili simpatici per la mediocrità della loro vita rappresentano un bel trampolino di lancio per chi è interessato a fare il salto.
Incuriositi dal film, abbiamo frugato dentro al sacco di Internet scoprendo che in America, dietro la facciata monolitica dei Magnifici 4, serpeggia la protesta contro l’omologazione del gusto dei cosiddetti vitigni internazionali. In particolare l’abuso del legno ha generato una folla anonima di vini tutti uguali con etichette diverse. E’ stato coniato uno slogan molto semplice: ABC = Anything But Cabernet/Chardonnay ( tutto purchè non sia C/C).
Hanno già inventato i motivetti da canticchiare mentre si sfoglia la lista dei vini:
ABC, easy as 123
Oh, simple as DO RE MI
Fantastico!
Noi potremmo canticchiare:
123
la Peppina fa il caffè,
io non bevo Chardonnay
metto in tavola un Gamay!
Anzi, ora dovremmo prendere in corsa il testimone e portare avanti il sequel del film. Butto giù una traccia per i vini e i caratteri associabili:
Sangiovese = di stoffa, sorprendente, a volte geniale, a volte imbevibile, sempre poliedrico.
Lambrusco = diretto, sincero, bonario, dissetante senza sorprese.
Il finale è pronto:
Bevete Sangiovese, quello scuro
d’ anni ne camperete centomila,
fa bene alla salute, e v’ assicuro
fa far l’amore dieci volte in fila!
( Benigni, inno al Sangiovese )
Così teniamo aperta la porta per il sequel 3 ( la risposta).
