Il nostro taccuino di viaggio si arricchisce di un’altra simpatica serata passata tra bottiglie e commenti al film Sideways. Una bella presenza di duecento spettatori alla proiezione ha contribuito a rendere brillante l’evento.
Molti sono stati incuriositi e si sono soffermati a degustare un calice di vino. Per l’occasione abbiamo proposto un interessante taglio Cabernet-Merlot prodotto nelle colline reggiane, in sintonia con i vitigni internazionali protagonisti della pellicola. Volete conoscerne il nome? Cercate altri stimoli? Prenotatevi per la serata del 29 Aprile! Approfondiremo insieme il tema su Cabernet, Chardonnay, & Company.
Per chi ha visto il film e sorride ancora pensando a Miles mentre beve in un bicchiere di plastica la sua preziosa bottiglia di Cheval Blanc del ’61, allego il commento pubblicato sulla rivista “Spirito di Vino” di Apr/Mag:
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Al limite del Pomerol, Cheval Blanc, in un'area denominata «grave di Figeac», si avvale di un terreno unico, composto da sedimenti di ciottoli e sabbia ben amalgamati con l'argilla. In Bordeaux esiste un detto secondo il quale lo chàteau deve vedere il fiume. Saint-Emilion non viene meno al principio, avendo le vigne appoggiate a sud, di fronte al placido Dordogna. Un habitat che si è rivelato magico per l'allevamento del Cabernet Franc, o Bouchet, come viene confidenzialmente chiamato, che raggiunge un buon 60%, mentre al Merlot, altro vitigno che compone Cheval Blanc, va il restante 40%, più una piccola percentuale di Malbec. Le rese sono basse: 35 ettolitri per ettaro. L'identità di questo mito nasce da 40 ettari complessivi di vigna tenuti con una meticolosità incredibile, in cui sono banditi fertilizzanti chimici e pesticidi. Vendemmia rigorosamente a mano. Il meglio del Bordeaux secondo molti.
La battuta lapidaria di Lurton non lascia equivoci: « i tannini di questo vino sono di cachemire, l'invecchiamento meraviglioso». Un angolo di terra magico che ha creato il mito.
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