Le bevande spiritose sono sempre in buona compagnia?
IGT e VQPRD vi confondono?
Le informazioni sulla etichetta vi sembrano inadeguate?
Scaricate la sintesi del nostro Presidente/Voce sulla legislazione vitivinicola allegata:
Sicuramente gli Egizi avevano le idee chiare già 5.000 anni fa. Sulle anfore del vino allegavano una etichetta che riportava:
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anno della vendemmia,
luogo di produzione,
tipologia del vino e …( ad onore e onere)
il nome del vignaiolo capo!
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Se è vero che il vino esprime il grado di civilizzazione di una società, osservando la Kylix raffigurante Dioniso e la pittura murale con Bacco ai piedi del Vesuvio possiamo cogliere a colpo d’occhio l’elevato livello raggiunto da Greci e Romani.
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“ Il vino, specchio dell’uomo”
Chissà quale vino stava sorseggiando il poeta greco Alceo quando gli sono usciti questi versi.
Forse vi può aiutare un’ occhiata alla carta dei vini dell’antica Roma. Cliccate qui.
Sorpresi, vero?
Solo piacevoli sorprese per i nostri corsisti che nella serata del 17 hanno infine degustato un Chianti Leonardo dai morbidi profumi di ciliegia e prugna, un potente Aglianico Terre del Vulcano con chiusura finale dedicata al vino più amato dagli inglesi: lo Sherry. Il Cream Sherry con le sue note butter-scotch ( burro caramellato e gomma bruciata) ha diviso la platea come suo solito: o lo ami o lo detesti. L’abbinamento con il cioccolato fondente ha fatto spostare l’ago della bilancia verso un giusto riconoscimento delle sue qualità. In fatto di bevande alcoliche gli inglesi non sono secondi a nessuno. Scriveva Shakespeare nel suo Enrico IV:
“Se avessi mille figli, il primo principio umano che gli insegnerei sarebbe di rinnegare le bevande analcooliche e di dedicarsi allo sherry”.
Impossibile dargli torto!